“Vrasiole” Involtini di carne

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Ingredienti

  • 1 chilo di fettine di polpa di maiale o di coscia di vitello,
  • 100gr. Di lardo di prosciutto,
  • scagliette di pecorino,
  • due spicchi di aglio,
  • abbondante prezzemolo,
  • tre cucchiaiate di strutto purissimo oppure olio di olive,
  • 500gr di pomodori pelati e passati ,
  • mezzo bicchiere di vino ,
  • sale,
  • pepe nero,
  • un rametto di basilico.

Procedura

Prepara un trito di lardo, aglio e prezzemolo, poi batti bene bene le fettine e metti al centro di ognuna di esse un cucchiaino del trito, una scaglietta di pecorino, un po’ di sale e di pepe nero.
Versa lo strutto nel recipiente di cottura, fallo sciogliere e soffriggici gli involtini, girandoli da tutti i lati.
Spruzzali di vino e dopo l’evaporazione aggiungi i pomodori passati al setaccio, il basilico, il sale e il pepe.
Lascia cuocere pian piano e , se la carne lo richiede, unisci dell’acqua bollente.
le patatine fritte sono il contorno di rito, ma anche un morbido purè di patate va benissimo.
Curiosità storica
Pare che questa ricetta l’abbiamo ereditata dai nostri avi Bruzi: i forti sapori vanno d’accordo col loro carattere fiero e volitivo…
Ogni domenica a Crotone c’è l’usanza tipica di preparare a pranzo le braciole di carne.

Grano bollito di Santa Lucia

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Ingredienti

  • 500gr di grano
  • 250gr. di mosto cotto o di miele di fichi

Procedura

E’ questa la più antica ricetta di “grano bollito”, che si prepara per la festa della martire siracusana, insieme alle “tredici cose”, che non devono mai mancare nella cena della vigilia: tredici frutti diversi che bisogna almeno assaggiare.

Per preparare il grano bollito, occorre nettàre e lavare bene il grano e poi tenerlo a bagno in acqua fredda per due giorni. Si mette quindi a cuocere a fuoco lento in abbondante acqua con un pizzico di sale e si lascia infine raffreddare. Si rimette sul fuoco col mosto cotto o col miele di fichi e si lasca insaporire.

Sin qui la ricetta tradizionale, alla quale si è ormai abituati ad aggiungere tante altre cose che indichiamo a parte, proprio per distinguere la nuova ricetta da quella tradizionale

Ingredienti per arricchire il “grano bollito”:

Si rimette nella casseruola il grano bollito ormai raffreddato aggiungendo mosto cotto insieme a 50gr. di noci e a 50gr. di mandorle sgusciate e tritate grossolanamente.

Si cosparge di cannella in polvere e di un chiodo di garofano pestato.

Si rimette a bollire il tutto e si fa cuocere per pochi minuti.
Si serve freddo.

Alcuni aggiungono questi ingredienti senza più rimettere il grano sul fuoco.

Sciroppo di vino

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La vendemmia è una tradizione contadina portata avanti dai secoli che ancora oggi nei paesi più tradizionali della Calabria situati soprattuto nelle zone immerse nelle campagne, ancora vengono portate avanti.

Nell’antichità la raccolta era una festa come del resto tutti gli eventi, un tempo si andava nei campi a raccogliere l’uva con tutta la famiglia, dai bimbi agli anziani, mentre la procedura di macinazione detta “macina” avveniva mettendo tutto il raccolto in grandi vasche e le donne vi saltavano di sopra con i piedi scalzi per pestare l’uva, questa immagine si vede molto nei souvenirs o nelle rappresentazioni delle vendemmie antiche e infatti è la cosa più caratteristica di questo evento e anche più folkloristica rispetto a tutti gli eventi in generali in quanto rappresenta il divertirsi mentre si svolge un lavoro utile. Molti ironizzano sul fatto che i piedi potrebbero essere sporchi ma nessuno ha mai notato il fatto che l’uva dei campi viene gettata nelle vasche senza essere lavata e quindi piena di terra insetti vari e altri agenti esterni. Bisogna precisare che questo è dovuto al fatto che il mosto raggiunge un grado alcoolico elevato in grado di bruciare tutti gli agenti nocivi ed eventuali batteri.
Successivamente l’uva pestata nella vasca dopo aver riposato diverso tempo che determinava la colorazione del vino (in genere una notte), veniva svuotata filtrandola in un’altra vasca che raccoglieva solo il succo ovvero il mosto e questo di conseguenza veniva riversato nelle damigiane opportunamente inteccate a livello per evitare che il ribollire del mosto facesse fuoriuscire il vino al di fuori nel perido di fermentazione come avviene con le bevande gassate quando vengono agitate, quindi al riposo del mosto nei suoi adeguati tempi si sussegue la trasformazione in vino con il dovuto ciclo stagionale, la tradizione narra che a San Martino ogni mosto diventa vino 8 Novembre.

Sciroppo di Vino

In Calabria ogni sciroppo viene definito con il termine “Scirubbetta” dal turco “serebet”, in genere sorbetto di neve e mosto cotto, poi col tempo veniva trasformato in altre fragranze come scrioppo di neve e succo di limone, o di frutti vari.
Mentre il termine “Sciruppe”, ovvero Sciroppo, viene dall’arabo “sharub”.
A volte l’influenza delle colonizzazioni è molto importante per scovare le radici e il significato dei termini tramandati dagli invasori.

Ingredienti

  • Un litro di vino
  • Un chilo di zucchero
  • Il succo di sei limoni

Procedura

Fai bollire a fuoco lento tutti gli ingredienti e togli la schiuma che si formerà in superficie.
Lascia cuocere lo sciroppo per altri venti minuti, dopo che giungerà all’ebolizione.
Fallo raffreddare e imbottiglialo.
Si serve mettendone due dita in un bicchiere e diluendolo con acqua ghiacciata.