Nacatole

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Dolce tipico calabrese che viene prodotto maggiormente nel periodo delle festività natalizie, la sua zona di appartenenza è maggiormente sulla zona di Reggio Calabria, e Locride.
Le Nacatole sono dei dolce che non hanno una caratteristica forma, ma può essere scelta dal pasticcere, o comunque chi le produce e di solito assomigliante il più possibile ad una ciambella. La loro preparazione viene fatta maggiormente con l’anice che ne conferisce il suo gusto particolare.

Ingredienti

  • 1kg. di farina;
  • 100g. di zucchero;
  • 25g. di lievito di birra;
  • 5 uova
  • 1/2 bicchiere d’olio;
  • latte;
  • 1 bicchiere di vino rosso;
  • olio per friggere q. b.

Preparazione

Preparate un panetto di lievito, impastando 250g. di farina con il lievito sciolto nell’acqua tiepida ed un cucchiaio di zucchero. Ponetelo ben coperto in un posto caldo fino a quando non avrà raddoppiato il proprio volume. Mettete sulla spianatoia la farina rimasta a fontana e, nel centro, mettete nell’ordine: lo zucchero, le uova intere, il vino, un pizzico di sale e la buccia grattugiata di un limone. Mescolate questi ingredienti molto bene, aggiungete il panetto lievitato che lavorerete con le mani fino a quando non sarà completamente assorbito. A questo punto cominciate a mescolare la farina, lavoratela bene fino ad ottenere una pasta ben levigata e morbida, aiutandovi con un po’ di latte se é necessario. Fatela riposare avvolta in un panno umido ancora per qualche minuto. Riprendetela, staccate dei pezzetti e formate dei bastoncini della grandezza di un dito, passateli su un taglierino da gnocchi premendoli leggermente al centro. In mancanza di questo potete formare delle ciambelline.

Allineate i dolci su di un ripiano coperto con una tovaglia, copriteli bene e fateli lievitare. Quando saranno ben gonfi, mettete in un tegame abbondante olio e un volta ben caldo tuffatevi le nacatole, fatele dorare a fuoco dolce e mettetele su della carta per fritti, ad asciugare. In ultimo, ponete le nacatole in un vassoio e spolverizzatele abbondantemente con zucchero a velo mescolato, a piacere, con un pizzico di cannella in polvere.

Le Nacatole possono essere servite come dolcetto o come spuntino o a colazione, si abbina molto bene con i vini liquorosi come il vin santo, ma anche con il latte a colazione 😉

Ciambelline fritte di pasta lievitata

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Ciambelline, cullurielli o cuddurielli, piccoli culluri, è un dolce fritto tipico calabrese nato nella zona cosentina per celebrare l’unione familiare, solitamente e come da tradizione viene preparato agli inizi di dicembre che è il periodo in cui si da inizio alle festività natalizie simbolo della pace della bontà e dell’unione familiare.

Questi “cullurielli” o piu semplici “cullurielle rutate”, di cui diamo qui di seguito la ricetta, sono i dolci augurali delle circostanze liete. Mettere la “frissura” (pentola” sul fuoco, per cuocervi i “cullurielle” è, infatti, considerato di buon augurio. Ogni volta che in famiglia c’era un lieto evento o si faceva un acquisto o si superava un ostacolo, era d’obbligo fare i “cullurielle”, per rendere partecipe della gioia il “genio protettore” della casa, “‘u bbon Agurje” (il buon augurio), una presenza silenziosa e vigile, che bisogna trattare bene e ringraziarsi con riti come questo della preparazione dei “cullureilli” e con altre usanze.

Il primo “cullurielle” deve farlo cadere nella “frissura nivura” la moglie, mentre il marito, capofamiglia, deve tenere il manico della “frissura”. Simbologia e reminiscenze pagane s’intrecciano festosamente in cucina, per celebrare sempre e comunque l’unità della Famiglia, raccolta intorno al fuoco.

Così il primo dicembre, giorno che segna l’inizio della Festa più sentita in famiglia, è d’uso mettere la padella sul fuoco per friggervi i “cullurielle”, perchè ” ‘u bbon Agurje ‘ira casa” consenta di trascorrere serenamente le festività natalizie.

La ricetta originale dei cullurielli viene preparata senza patate, questa è un’alternativa fatta con aggiunta di patate in quanto dalla ricetta tradizionale viene estesa in tutto il territorio calabrese e quindi ne viene creata una variante tipica per ogni zona territoriale.

Ingredienti

  • un kg di farina
  • un kg di patate bollite
  • un dado di lievito di birra da 25gr
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere
  • mosto cotto oppure zucchero a velo misto a cannella

Preparazione

Fai bollire con tutta la buccia le patate di qualità non acquosa; poi pelale e pesale: unirai ad esse lo stesso quantitativo di farina.
Schiaccia le patate e falle ricadere in una ciotola in cui le amalgamerai con la farina, col lievito sciolto in una tazzina di acqua tiepida e con un pizzico di sale. Lascia lievitare al caldo per circa tre ore questo impasto, poi forma le “cullurielle”, prendendo ogni volta un pugnetto di pasta che appiattirai velocemente fra le mani e allargherai conficcando l’indice nel centro, per dare la forma di una ciambella con un largo buco.

Friggili poi in abbondante olio bollente, evitando che la fiamma alta cuocia solo l’esterno, lasciando cruda la pasta interna, girali delicatamente e lasciali cuocere, sinchè non avranno preso un bel colore dorato. Toglili dalla padella e ponili sulla carta assorbente, poi mettili in vassoio e servili con ciotoline di mosto cotto, in cui ognuno intingerà il suo “culluriello”.

Puoi servirli anche cosparsi di zucchero a velo pestato insieme a cannella o semplicemente con zucchero semolato.
E’ importante servirli caldissimi.

Il miele di castagno, un aromatizzante più che dolcificante

Ho preso un boccaccio di miele al castagno, l’ho aperto e l’ho annusato…
A primo impatto se mi avessero bendato gli occhi a tutto avrei pensato tranne che fosse odore di miele, ma poi continuando ad odorare, sentivo questo profumo che si avvicinava lontanamente all’odore di castagna vero e proprio, ma che gradatamente lo richiamava.
Da li il mio palato ha iniziato a stuzzicarsi, ho preso un cucchiaio e l’ho assaggiato, si, un cucchiaio intero, e ho assaporato tutto il suo gusto, e ne sono rimasto davvero stupito. Un gusto insolito rispetto al comune miele, ma questo non vuol dire che di pessima qualità o sgradevole. Ero incuriosito perché facendo delle ricerche alcuni riportavano un gusto amaro o qualcosa di simile, ma penso sia dovuto perché ognuno di noi si aspetta il gusto del miele.
Ad ogni modo è un gusto particolare ma che conquista, non è il solito gusto, non è dolce, lascia un retrogusto abbastanza piacevole, e questo mi ha fatto venire la voglia di provarlo ogni mattino a colazione nel latte e devo dire che è un ottimo dolcificante, inoltre non è forte come lo zucchero, ed è facilmente digeribile, visto che il miele in natura viene già digerito dalle api.
Così ho provato a mischiarlo con qualcos’altro: nel latte e caffè come dolcificante non è male, ma devo ammettere che con un prodotto solubile non zuccherato al gusto di cappuccino sta davvero bene.
Ho provato a spalmarlo su un biscotto dolce, e i risultati variano a seconda del biscotto. Così ho provato a farne una portata sostanziosa, inizialmente l’ho spalmato su una fetta di pane con burro, ma poi ne ho creato una variante più complessa, aggiungendovi un pò di olio e l’ho messo nel fornetto per qualche minuto giusto il tempo di riscaldarlo, poi ci ho aggiunto un pò di lardo e il miele a tocchetti, devo dire che è una ricetta semplice da provare.
Un altra peculiarità che ha il miele, è quello di potersi abbinare in modo spettacolare con i formaggi, allora senza sbilanciarmi ho provato prima con la panna, l’ho montata con lo zucchero e l’ho mescolata con dello yogurt greco, ci ho aggiunto un paio di noci tritate e un paio di mandorle, ho mescolato nuovamente, e per finire ci ho aggiunto qualche giro di miele di castagno, un dolce davvero spettacolare. Successivamente ho provato ad abbinarlo con la ricotta, e devo ammettere che è un abbinamento davvero azzeccato. Così ho provato a fare una mousse, ho montato con la frusta elettrica due albumi di uova finchè non si facesse una schiuma, dopo vi ho aggiunto del miele un paio di cucchiai, ho rimescolato il tutto poi vi ho aggiunto la ricotta e rimescolato di nuovo, provate e commentate.
Questo miele può essere usato anche come aromatizzante dei sughi in cucina, soprattutto per le carni, vi riporto una ricetta che mi è stata suggerita per preparare un filetto di maiale con il gusto del miele di castagno: Bisogna portare in ebollizione un bicchiere di aglianico aggiungendo un filo di olio di oliva, menta e un cucchiaio di miele di castagno. Poi posare il filetto di maiale già salato e fare asciugare il sughetto, quindi toglierlo e lasciare che il sugo si caramelli per riversalro sopra il filetto.

Con il miele di castagno vengono fatti dei dolci tipici davvero squisiti e da intenditori: i crustoli, un dolce tipico, fatto con la pasta frolla e immerso nel miele, difficilmente si assaggia il primo e ci si ferma qui; mentre è possibile creare una variante delle susumelle, un dolce tipico natalizio.
Una cremina molto semblice e gustosa da provare con la variante del miele di castagna è lo zabaione: Mettete 6 tuordi d’uova, 120g di marsala e 120g di zucchero in un recipiente a bagnomaria, sistemato a fuoco basso. Il composto va montato per circa 10 minuti ottenendo così lo zabaione che deve essere abbastanza denso e gonfio, a questo punto va insaporito con il miele di castagno a filo. Può essere presentato nelle coppette e guarnito con la frutta candita a cubetti.

Il miele di castagno è molto ricco di sale minerali, consigliato per gli sportivi, per gli anziani e per i bambini, per gli anemici e chi soffre di inappetenza, ha fantastiche proprietà terapeutiche, soprattutto per la circolazione sanguigna, è un antispasmodico e astringente e disinfettante delle vie urinarie.

Vi potranno tornare utili queste ricette:
Crustoli Natalizi

Ricette Link esterni:
Torta di mele con miele di castagno e mandorle

Baccalà al miele di castagno
Ciambella di ricotta, mele e miele di castagno
Tortina di farina di mais al miele di castagno
Inslata di fichi fioroni e pecorino

Risottino Al Miele Di Castagno

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