Sciroppo di vino

La vendemmia è una tradizione contadina portata avanti dai secoli che ancora oggi nei paesi più tradizionali della Calabria situati soprattuto nelle zone immerse nelle campagne, ancora vengono portate avanti.

Nell’antichità la raccolta era una festa come del resto tutti gli eventi, un tempo si andava nei campi a raccogliere l’uva con tutta la famiglia, dai bimbi agli anziani, mentre la procedura di macinazione detta “macina” avveniva mettendo tutto il raccolto in grandi vasche e le donne vi saltavano di sopra con i piedi scalzi per pestare l’uva, questa immagine si vede molto nei souvenirs o nelle rappresentazioni delle vendemmie antiche e infatti è la cosa più caratteristica di questo evento e anche più folkloristica rispetto a tutti gli eventi in generali in quanto rappresenta il divertirsi mentre si svolge un lavoro utile. Molti ironizzano sul fatto che i piedi potrebbero essere sporchi ma nessuno ha mai notato il fatto che l’uva dei campi viene gettata nelle vasche senza essere lavata e quindi piena di terra insetti vari e altri agenti esterni. Bisogna precisare che questo è dovuto al fatto che il mosto raggiunge un grado alcoolico elevato in grado di bruciare tutti gli agenti nocivi ed eventuali batteri.
Successivamente l’uva pestata nella vasca dopo aver riposato diverso tempo che determinava la colorazione del vino (in genere una notte), veniva svuotata filtrandola in un’altra vasca che raccoglieva solo il succo ovvero il mosto e questo di conseguenza veniva riversato nelle damigiane opportunamente inteccate a livello per evitare che il ribollire del mosto facesse fuoriuscire il vino al di fuori nel perido di fermentazione come avviene con le bevande gassate quando vengono agitate, quindi al riposo del mosto nei suoi adeguati tempi si sussegue la trasformazione in vino con il dovuto ciclo stagionale, la tradizione narra che a San Martino ogni mosto diventa vino 8 Novembre.

Sciroppo di Vino

In Calabria ogni sciroppo viene definito con il termine “Scirubbetta” dal turco “serebet”, in genere sorbetto di neve e mosto cotto, poi col tempo veniva trasformato in altre fragranze come scrioppo di neve e succo di limone, o di frutti vari.
Mentre il termine “Sciruppe”, ovvero Sciroppo, viene dall’arabo “sharub”.
A volte l’influenza delle colonizzazioni è molto importante per scovare le radici e il significato dei termini tramandati dagli invasori.

Ingredienti

  • Un litro di vino
  • Un chilo di zucchero
  • Il succo di sei limoni

Procedura

Fai bollire a fuoco lento tutti gli ingredienti e togli la schiuma che si formerà in superficie.
Lascia cuocere lo sciroppo per altri venti minuti, dopo che giungerà all’ebolizione.
Fallo raffreddare e imbottiglialo.
Si serve mettendone due dita in un bicchiere e diluendolo con acqua ghiacciata.

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