Grispelle

Grispelle o Crispelle Calabresi, sono un dolce tipico calabrese che viene preparato per la festa dell’Immacolata Concezione che rappresenta la festa di apertura del periodo festivo natalizio. Questo dolce in genere viene preparato da una ricetta base che si presenta salata, ma ci sono in circolazione diverse varianti legate alle culture territoriali, infatti esiste una variante dolce, la più comune ma con un ripieno di crema, oppure cosparsi di miele o passate nello zucchero semolato e nella cannella, spesso servito con un vinello dolce o vincotto di fichi.

In alcune zone invece viene inteso come un antipasto dove viene assortito con un pezzo di caciocavallo che si scioglie nel periodo della cottura, un filetto di acciuga, un oliva, un pomodoro secco, presentato come un alternativa alla classica bruschetta ricetta che viene suggerita nelle zone più internate e di montagna grazie alla grande produzione di salumi, formaggi e conserve varie, ma è possibile esagerare mantnendo le tradizioni del buon gusto calabrese, assaggiandolo con la ‘nduia all’interno, o con la sardella che si usa invece nelle zone costiere e soprattutto in provincia di Vibo Valentia località grande produttrice di ‘nduja.

In base a come si voglia servire la grispella può essere accompagnata da un vino forte di Cirò oppure un vino più delicato come il San Vito di Luzzi se vuoi servire le grispelle come antipasto, e come già accennato usa un liquore o un vino dolce per accompagnarlo come un dolce.

Il termine Grispella significa frittella di farina ed uova, considerata dolce di buon augurio, come i “cullurielle”. Il suo termine latino significa “crispus” increspato che richiama i suoi bordi tipici increspati. In ogni località assume un nome diverso: a Vibo Valentia prendono il nome di zippuli, mentre nel cosentino vengono chiamate cullurielli o cuddurieddri da Kollura, “pane a tondeggiante a forma di anello” come scritto già in un precedente articolo.
Nel periodo di inizio dicembre le grispelle possono essere trovate sui banconi di tutte le pasticcerie calabresi e da zona in zona, troverai scritto sul cartello il suo nome corretto.

La Grispillara invece è un piccolo arnese con ruota girevole ondulata, per tagliare le strisce di pasta e farne le “grispelle” ovvero tagliapasta.

 

Ingredienti:

  • 5 uova freschissime
  • 500gr. di fior di farina
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo
  • olio

Procedura

Setaccia la farina e amalgamala con le uova e col sale. L’usanza antichissima vuole che i pizzichi di sale siano tre, per buon augurio…

Lavora l’impasto per renderlo omogeneo e vellutato. Puoi utilizzare benissimo qualunque macchina per pasta, sia per lavorarlo, sia per stenderlo in foglie sottilissime.
Con l’apposita rotellina tagliapasta ricava da ogni sfoglia tante strisce lunghe 35-40 cm, e larghe 2 cm circa. L’attrezzo si chiama in dialetto “‘u grispillare”, giacchè veniva usato solo per le grispelle, mentre la pasta si tagliava col coltello.

Chiuderai ogni striscia di pasta in forma di ciambellina o di “tarallo”; unirai bene le estremità, per evitare che si aprano durante la cottura e, lungo la striscia, “pizzicherai” con due dita la pasta stessa, unendone i lembi, per dare una forma graziosa alle “grispelle”.

Allineale quindi su un panno e, quando saranno tutte pronte, cominicia a friggerle in olio bollente, ricordando il piccolo segreto di tutte le fritture del genere: l’olio deve mantenere sempre una giusta temperatura; troppo caldo brucerebbe la pasta esternamente, lasciandone crudo l’interno; troppo debole la impregnerebbe di unto. Regola perciò bene la fiamma e allontana ogni tanto la padella dal fuco.

Ben dorate e croccanti, lascia raffreddare bene le “grispelle” e poi cospargile generosamente di zucchero a velo.

Variante

C’è chi modernizza quest’antica ricetta aggiungendo all’impasto iniziale un bicchierino di vermouth bianco o di altro liquore secco e forte. E’ evidente in questa variante l’influenza di dolci molto simili di altre regioni italiane: ciance, chiacchiere, nastri e così via.

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