Crocette di fichi secchi farciti

Ingredienti per una crocetta:

  • 4 fichi secchi preferibilmente bianchi
  • 4 moandorle
  • 2noci
  • zucchero a velo miso a cannella in polvere
  • buccia grattugiata di limone
  • mosto cotto

Procedimento

Sguscia e trita grossolanamente le mandorle e le noci. Scegli quattro fichi di dimensioni uguali e tagliali in modo da lasciare unite le due metà dalla parte del picciolo, che avrai tolto. Incocia due fichi ben aperti tenendo l’itnerno fivolto verso l’alto. Farciscili col trito preparato e poni su di essi gli altri due fichi aperti, incrociandoli e premendoli, perchè aderiscano bene ai due sottostanti.

Cosi, unendole bene dalla parte interna, preparerai tante crocette e le tufferai per pochi attimi, quattro o cinque per volta, in una larga casseruola con acqua bollente. Le tirerai fuori delicatamente col mestolo forato e le maetterai in una cola pasta.

Completata questa operazione, disporrai le crocette sulla placca del forno e le lascerai asciugare e dorare a temperatura media, senza farle indurire.

Riempi poi un piatto fondo con del mosto cotto, bagnaci le crocette e se vuoi consumarle subito, disponile nel vassoio di servizio cosparse di buccia grattugiata di limone e spolverate di zucchero e cannella.

Se, invece, vuoi cnservarle per mesi, rivesti di carta oleata una scatola di latta. Cospargine il fondo di zucchero e cannella e forma su di esso un primo strato di crocette sul quale spargerai generosamente zucchero, cannella e buccia di limone. Formerai altri strati sovrapposti e ben pigiati, ripetendo l’operazione. Sull’ultimo strato, completo di tutti gli ingredienti, metterai una carta oleata e su di essa un piatto o, meglio, un cartoncino ed un oggetto pesante, che terrai sui fichi per tre giorni. Dopo toglierai il peso e il cartoncino, lasciando solo la carta oleata. Chiuderai la scatola col suo coperchio e…
…potrai consumare le crocette subito o dopo vari mesi.

Usanze e parole

Fra tanti procedimenti diversi per preparare le “crocette”, è stato scelto questo, che garantisce ai fichi una giusta morbidezza: essi, infatti, non devono mai diventare troppo duri.
L’abbondanza di fichi nella nostra terra si riflette naturalmente nel lessico. Sono tante le parole che ne indicano le varie specie e le diverse manipolazioni.

Nel nostro territorio sono queste:

  • “Fica” = fico comune
    Varietà: culurma, natalisa, pitrusotta, puntarula, scattigna, signurinella, trutrulara.
    “Votta”è il fiorone; “passulune” è il fico già appassito sull’albero.
    I fichi, oltre che in “crocetta”, si consvervano in altri modi, pià semplici ma ugualmente buoni, Si chiamano “fich’ ‘iru casciune”, i fichi secchi infornati e conservati in una cassa di legno, dove diventano doclissime e bianch, per il velo sottile di zucchero di cui si ricoprono naturalmente. I più  morbidi “fichi a pallotta” si preparano infornando i fichi appena appassiti e lasciandoli in forno meno tempo, per non farli indurire. Si strignono quindi energicamente fra le mani, per dare una forma sferica e si formano tante piccole palle, che vengono conservate avvolte nella loro stesse foglie.
  • “Jette”, trecce, è il nome che si dà ai fichi infilzati su stricioline di canna o sui “vielle” = ginchi o vimini di salice. Dal gr. “broulon”)
  • “Scarcelle”, infine, sono i fichi intrecciati in forma di borsetta e, come le “jette”, cotte al forno e conservate per mesi. Il termine “scarcella” è dal calabrese “scarsella”, borsetta.

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