Zippuli zeppole crispelle

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Questa ricetta include una variante con le acciughe

Ingredienti

  • 1 kg. di farina,
  • 50 grammi di lievito di birra,
  • 100 grammi di acciughe dissalate,
  • acqua tiepida salata,
  • olio per friggere.

Preparazione

Sciogliere il lievito in acqua tiepida già salata; in un contenitore disporre la farina e impastare aggiungendo l’acqua precedentemente preparata con il lievito. Formare una pasta morbida e lasciarla lievitare per circa un’ora in ambienta caldo. Prendere la pasta con un cucchiaio unto d’olio, inserire l’acciuga al centro chiudendo la stessa e quindi friggere in abbondante olio caldo in una pentola. (il segreto per una buona riuscita e’ lavorare molto l’impasto)

 

Nacatole

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Dolce tipico calabrese che viene prodotto maggiormente nel periodo delle festività natalizie, la sua zona di appartenenza è maggiormente sulla zona di Reggio Calabria, e Locride.
Le Nacatole sono dei dolce che non hanno una caratteristica forma, ma può essere scelta dal pasticcere, o comunque chi le produce e di solito assomigliante il più possibile ad una ciambella. La loro preparazione viene fatta maggiormente con l’anice che ne conferisce il suo gusto particolare.

Ingredienti

  • 1kg. di farina;
  • 100g. di zucchero;
  • 25g. di lievito di birra;
  • 5 uova
  • 1/2 bicchiere d’olio;
  • latte;
  • 1 bicchiere di vino rosso;
  • olio per friggere q. b.

Preparazione

Preparate un panetto di lievito, impastando 250g. di farina con il lievito sciolto nell’acqua tiepida ed un cucchiaio di zucchero. Ponetelo ben coperto in un posto caldo fino a quando non avrà raddoppiato il proprio volume. Mettete sulla spianatoia la farina rimasta a fontana e, nel centro, mettete nell’ordine: lo zucchero, le uova intere, il vino, un pizzico di sale e la buccia grattugiata di un limone. Mescolate questi ingredienti molto bene, aggiungete il panetto lievitato che lavorerete con le mani fino a quando non sarà completamente assorbito. A questo punto cominciate a mescolare la farina, lavoratela bene fino ad ottenere una pasta ben levigata e morbida, aiutandovi con un po’ di latte se é necessario. Fatela riposare avvolta in un panno umido ancora per qualche minuto. Riprendetela, staccate dei pezzetti e formate dei bastoncini della grandezza di un dito, passateli su un taglierino da gnocchi premendoli leggermente al centro. In mancanza di questo potete formare delle ciambelline.

Allineate i dolci su di un ripiano coperto con una tovaglia, copriteli bene e fateli lievitare. Quando saranno ben gonfi, mettete in un tegame abbondante olio e un volta ben caldo tuffatevi le nacatole, fatele dorare a fuoco dolce e mettetele su della carta per fritti, ad asciugare. In ultimo, ponete le nacatole in un vassoio e spolverizzatele abbondantemente con zucchero a velo mescolato, a piacere, con un pizzico di cannella in polvere.

Le Nacatole possono essere servite come dolcetto o come spuntino o a colazione, si abbina molto bene con i vini liquorosi come il vin santo, ma anche con il latte a colazione 😉

Turdiddri tradizionali senza lievito

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I Turdiddri è un dolce tipico Regionale composto da piccole palline fritte dove per ciascuna regione ne cambia il nome e la preparazione.
In Calabria i Turdirri sono fatti a forma di gnocchetti fritti con le striature ottime per mantenere il miele di cui ne sono ricoperte, la zona di riferimento per i Turdiddri calabresi e quella cosentina dove la ricetta tradizionale è fatta senza lievito e con il vermut.

In altre ricette proposte dalla tradizione relative alle varie zone della Calabria i Turdilli possono essere cucinati con l’aggiunta di altri ingredienti come uova, con il lievito o con il vermut, con il miele di api o il vino cotto, nel crotonese e in particolare a Cirò Marina un dolce simile prende il nome di cicerchiata o cicerata che viene fatta per la tradizione natalizia, mentre solitamente i Turdiddri oltre alla tradizione natalizia vengono fatti per il periodo di carnevale.

Ingredienti

  • 1 bicchiere da acqua di olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchiere da acqua di vermut o vino moscato
  • farina q.b.
  • cannella
  • chiodi di garofano

Procedura

In un pentolino versare l’olio e il vermut con la cannella ed i chiodi di garofano, metterli sul fuoco e farli bollire, appena iniziano a bollire chiudere il fuoco.

Con la farina formare una fontana versare l’olio e il vermut setacciati ancora caldi. Impastare e lasciarli lievitare il più possibile (NB: l’impasto deve rimanere morbido). La forma di questi dolci ricorda quella degli gnocchi, solo che vanno fatti più grandi. Friggere.

Dopo averli fatti raffreddare di devono passare nel miele caldo. La tradizione vuole che in un tegame si mette sia miele di fico che miele d’api, farlo sciogliere con dello zucchero.

Per cospargere i Turdiddri è necessario di regola il miele di fichi che sposa il sapore e il gusto della tradizione, altrimenti sarebbe opportuno scegliere il miele di castagno in luogo del mille fiori che è molto più aromatico rispetto agli altri, nulla toglie che puoi fare delle piccole prove di abbinamenti con altri mieli fruttati.

Si servono con un grande vassoio piano cosparsi di miele e si usano come portata dopo i pasti, come dolce accompagnato da un vino leggero e dolce, un fragolino, un passito, o un moscato come anche una forte grappa per la digestione dopo pasto.